Aggiornato settembre 2026
L’Istituto IA
Istituto IA è una voce enciclopedica sull’intelligenza artificiale scritta in italiano. Raccoglie ciò che di questa materia è verificabile: definizioni con la fonte accanto, una cronologia datata, l’elenco delle conferenze scientifiche e delle associazioni professionali, un glossario ad accesso aperto e una raccolta annotata di fonti primarie.
Il nome dice il genere, non un’autorità. Qui «istituto» significa un luogo dove una materia viene ordinata e tenuta aggiornata, non un ente che rilascia titoli. Le pagine che seguono spiegano con quale metodo il lavoro è fatto e quali sono i suoi confini.
Che cos’è l’Istituto IA
Il sito nasce da una constatazione semplice: in italiano il materiale divulgativo sull’intelligenza artificiale è abbondante e le fonti verificabili sono rare. Molte pagine spiegano che cosa fa un modello linguistico; poche indicano da dove viene il numero che citano, e quasi nessuna dichiara quando è stata aggiornata. Il divario si vede anche nelle enciclopedie collaborative: alla data di questa pubblicazione Wikipedia in italiano non ha una voce dedicata alla storia dell’intelligenza artificiale, mentre quella in inglese la tiene separata e lunga.
Istituto IA riempie quello spazio con un impianto preso in prestito dalle opere di riferimento: ogni voce ha un perimetro dichiarato, una struttura stabile, una data di aggiornamento in testa e una lista di fonti in fondo. Le voci principali sono otto. Accanto a esse stanno gli approfondimenti, che trattano una questione singola, e l’indice alfabetico dei termini.
Il lettore previsto non è lo specialista. È chi deve capire abbastanza da leggere un contratto, valutare un corso, scrivere un capitolato o spiegare la materia a qualcun altro senza dire cose false.
Il metodo
Quattro regole governano la scrittura di ogni pagina.
Fonti primarie. Un dato numerico, una data o una definizione giuridica vengono dal testo che li stabilisce: il regolamento in Gazzetta, il rapporto che pubblica la serie, il paper che introduce l’architettura. Le rassegne servono a orientarsi, non a citare. Quando una fonte primaria non è raggiungibile, la pagina lo dice e cita per nome e anno invece di rinviare a un riassunto.
Aggiornamento datato. La data dell’ultima revisione compare in testa alla pagina, non in fondo. È la convenzione della Stanford Encyclopedia of Philosophy[1] ed è l’unico modo onesto di pubblicare su una materia che cambia ogni trimestre. Una pagina senza data dichiara implicitamente di essere sempre valida, e non lo è.
Licenze dichiarate. Ogni immagine porta autore, licenza e collegamento alla pagina di origine. Ogni definizione ripresa da un’opera altrui porta l’attribuzione che quella licenza richiede. Dove la licenza non è chiara, il materiale non viene pubblicato.
Errata pubblici. Le correzioni sostanziali vengono registrate invece di essere applicate in silenzio. Il criterio è al paragrafo 6.
Il perimetro
Istituto IA è un progetto editoriale e nient’altro. Non eroga corsi, non rilascia attestati o certificazioni, non svolge consulenza, non vende strumenti, non ospita pubblicità e non raccoglie iscrizioni. Non esistono moduli di contatto: l’unico recapito è l’indirizzo di redazione info@istitutoia.net.
La conseguenza pratica riguarda i collegamenti in uscita. Le pagine rinviano a fonti che chiunque può controllare — enciclopedie, archivi scientifici, testi normativi, rapporti istituzionali — e trattano i collegamenti verso i laboratori commerciali come citazioni di materiale tecnico, non come segnalazioni. Nessuna pagina del sito indica a chi rivolgersi per comprare qualcosa.
Il perimetro geografico è il mondo, la lingua è l’italiano. Quando una vicenda riguarda l’Italia — come la legge nazionale sull’intelligenza artificiale o le norme tecniche recepite — viene trattata per quello che è, senza che il sito diventi una rassegna nazionale.
Direzione editoriale
La direzione editoriale è di Rafael Patron, Presidente del Comitato Tecnico-Scientifico di AIPIA, l’associazione italiana dei professionisti dell’intelligenza artificiale, e docente di intelligenza artificiale per l’Università di Firenze e per l’Istituto Europeo di Design. È esperto tecnico designato in UNINFO, nella commissione UNI/CT 533 dedicata all’intelligenza artificiale. Ha curato il volume da cui provengono le definizioni dell’indice alfabetico di questo sito[3].
I ruoli elencati sono quelli pubblicati sulle pagine istituzionali che li riportano. Il sito non attribuisce alla direzione anni di esperienza, titoli o incarichi che quelle pagine non scrivano.
La responsabilità dei testi è della redazione. Le appartenenze della direzione non fanno del sito un organo delle organizzazioni citate, e le pagine che parlano di associazioni professionali trattano AIPIA come trattano le altre: con i dati che l’associazione pubblica e con i limiti che quei dati pongono.
Licenze e riuso
I testi originali di questo sito sono pubblicati con licenza Creative Commons Attribuzione 4.0 Internazionale[2]. Chiunque può copiarli, adattarli e riusarli, anche a fini commerciali, a condizione di citare la fonte.
Le definizioni dell’indice alfabetico dei termini non sono originali: provengono dal Glossario dell’intelligenza artificiale, pubblicato dalla stessa licenza, e portano in pagina l’attribuzione che la licenza richiede. Le immagini seguono ciascuna la propria licenza, indicata in didascalia.
Il riuso automatico è previsto e agevolato: il sito pubblica una mappa per i sistemi che leggono testo,
all’indirizzo /llms.txt, e una versione integrale delle voci in
/llms-full.txt. Nessun crawler è bloccato.
Errori e correzioni
Una correzione è sostanziale quando cambia un dato, una data, un’attribuzione o una conclusione. In quel caso la pagina riporta la data di revisione aggiornata e la modifica viene descritta; le correzioni di forma, invece, si applicano senza annotazione.
Le segnalazioni si inviano a info@istitutoia.net. Una segnalazione utile indica la pagina, la frase e la fonte che la contraddice: senza la terza, la verifica ricomincia da capo.